Cenni storici
L'imponente complesso a forma allungata si erge al sommo del poggio che domina l'abitato. Circa l'origine le notizie sono piuttosto controverse; alcuni storici fanno risalire la costruzione addirittura al Marchese Aleramo (anno 967), altri alla famiglia Caldera verso il 1221.
Il Castello rimase proprietà dei Caldera fino al 1736, quando, portato in dote da Olimpia Elisabetta Caldera sposa di Alessandro Saluzzo, passò ai Marchesi Saluzzo di Monesiglio e Valgrana.
Inizialmente il Castello ebbe una funzione difensiva: ne sono conferma la sua ubicazione sul punto più alto della collina, il poderoso mastio quadrato affiancato da una torre più bassa con feritoie, finestre strette allungate che costituivano le uniche aperture del castello.
A questa struttura iniziale venne affiancata una costruzione allungata a forma di "L", in cui venne inclusa l'antica parrocchiale di S. Andrea.
La torre centrale è coronata da merli a "coda di rondine" discretamente conservati.
Venute meno le esigenze difensive, il Castello venne trasformato in dimora residenziale senza alterarne la pianta (1573-1655). Nel XVIII secolo, per uniformare la facciata vennero aggiunti gli archi a sesto acuto attorno ai portali d'ingresso e le persiane che dovevano servire ad occultare le vecchie feritole. Attualmente l'intero complesso è di proprietà del Beneficio parrocchiale.
Caratteristiche della visita
Originariamente l'ingresso principale si trovava all'inizio di un'ampia scalinata tramite la quale si accedeva al seminterrato dove erano ospitate la cucina, la dispensa e le carceri, ambienti particolarmente angusti e bui.
Al primo piano nobile si trovavano l'armeria, il grande soggiorno, la camera del Conte e probabilmente una stanza adibita a biblioteca.
Al secondo piano: la stanza rossa, la camera della contessa, la sala degli Stemmi, recentemente restaurata. Oltre agli stemmi possiamo ancora ammirare i pavimenti a palchetto e il caminetto "alla prussiana" nella stanza della Contessa. La cappella privata conserva stupendi affreschi firmati da Antonio Ocello da Ceva (1532).
Curiosità
Monumenti cittadini: Cappella Marchionale, Santuario di S. Maria d' Acqua Dolce, Chiesa di S. Andrea
Nei dintorni: Alba; i castelli dell'Alta Langa; cantine vinicole e laboratori artigianali dolciari
Prodotti tipici: vini: Dolcetto d'Alba, Dolcetto dei terrazzamenti, Alta Langa DOC; tartufo Bianco d'Alba; nocciola tonda gentile delle Langhe; farina di langa per polenta, fagiolo bianco di spagna delle langhe; formaggi: Murazzano Dop, Tuma Piemontese Dop, robiola d'Alba, tuma di pecora delle langhe; dolci: Torrone e torta di nocciole; miele; erbe officinali
Sport: passeggiate a piedi, bici e a cavallo nei sentieri dell'alta langa
Eventi: Festa di S. Biagio, prima domenica di settembre; Fiera Delle Antiche Piazze, prima domenica di giugno